Prontuario di Comunicazione per Professionisti. La presentazione il 18 dicembre a Tivoli

LibroSarà presentato il 18 dicembre 2015 nel corso dell’annuale Cena di gala dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Tivoli il Prontuario di Comunicazione per Professionisti, scritto da Stefano Martello e pubblicato dalla Fondazione ADERC – Fondazione dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Tivoli, con la prefazione di Gianluca Tartaro, Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Tivoli. Abbiamo chiesto a Stefano Martello alcune riflessioni sul testo.

Stefano, la parola chiave per identificare questo libro.

Potrei rispondere con “velocità” data anche l’immediatezza con cui il progetto è stato condiviso e accettato dal Presidente Tartaro. In fondo, anche la presenza del termine “prontuario” nel titolo stesso sembra evocare un testo molto snello, di immediata consultazione. Ma in realtà, la parola chiave più corretta per identificare questo libro è “ritardo”. Nel momento stesso in cui ho iniziato a ragionare e a confrontarmi con i colleghi del Gruppo sui contenuti da trattare, non ho potuto fare a meno di constatare la presenza di due forze opposte. Da una parte, la complessità della materia “Comunicazione” che si alimenta costantemente di nuovi strumenti, di tecniche rinnovate ma anche di nuovi bisogni a cui è sempre più importante rispondere. Dall’altra parte, un rapporto – tra Professionisti e Comunicatori – ancora adolescente e ancora troppo influenzato da una diffidenza che ostacola un accreditamento corretto e obiettivo.

 

Quali sono, secondo te, i motivi di questa diffidenza?

Come Comunicatori siamo intervenuti in ambiti la cui struttura di funzionamento è rimasta immutata da decenni. E lo abbiamo fatto con quello che il collega Biagio Oppi ha definito, non casualmente, un “tono muscolare”. Era chiaro allora ed è chiaro ora che vi sia una certa resistenza culturale che impone, oggi più che mai, un ripensamento delle logiche di ascolto e di interazione con questi pubblici. Molti Professionisti conoscono e riconoscono il valore strategico di una corretta comunicazione, ma molti altri ancora confondono la comunicazione con il marketing o, peggio, con la pubblicità e, dunque, provano un certo timore rispetto a quelli che sono i principi di etica e di dignità della professione. Si tratta di un timore legittimo che deve essere affrontato in maniera consapevole da tutte le parti in causa. E proprio questo libricino, nel suo piccolo, ne è un chiaro esempio.

In che modo?

Confrontandomi con Roberta Zarpellon – che ha seguito la pianificazione contenutistica del testo – con il Presidente Tartaro e con Stefano Boanelli, Presidente della Commissione FPC dell’Ordine di Tivoli, ho capito che non avrebbe avuto troppo senso la realizzazione di un manuale concentrato sulla complessità della materia. Che è vasta e in continuo divenire. Per questo ho deciso di fare un ideale passo indietro, recuperando quelli che sono i gesti fondamentali della Comunicazione. Cercando di coniugare quella che è la spendibilità concreta di un testo con un apparato informativo che possa essere immediatamente e istintivamente compreso e codificato dal pubblico a cui è diretto. È stato un po’ come quando sono tornato a sciare dopo un paio d’anni di inattività. Ho sacrificato parte della mia velocità per recuperare dei movimenti che già conoscevo ma che, forse, davo troppo per scontati. Recuperarli mi ha permesso di ritrovare sicurezza rispetto anche ad un fisico diverso da quello che avevo nel momento in cui ho smesso.

Non credi che, in questo modo, il testo nasca idealmente già superato rispetto a quelle che sono le contingenze del presente?

Bisogna verificare quali siano queste contingenze. Se parliamo di una comunicazione evocativa, ben rappresentata dai tanti professionisti accelerati, operativi h24, che ti rispondono alle 4 del mattino con una corposa mail interlocutoria in cui non si dice assolutamente nulla e, casomai, dove sono presenti anche degli errori di ortografia, allora si, questo testo è orgogliosamente antistorico e, sempre orgogliosamente, non serve a nulla. Se invece partiamo dall’assunto per cui la Comunicazione è un processo lento, consapevole, difficile, allora questo testo è molto attuale. Di più, è un gesto di grande responsabilità e consapevolezza, dato che per la prima volta un Ordine ha deciso consapevolmente di dedicare al tema una pubblicazione che verrà distribuita a tutti gli iscritti. Poi è altrettanto chiaro che si tratta di un punto d’inizio, da cogliere e da implementare nel tempo.

In che modo?

Duplice. Da una parte implementando un sentimento di fiducia e credibilità nei confronti non solo della Comunicazione ma anche dei Comunicatori. In tal senso, mi sembra importante il lavoro di riconoscimento degli standard professionali ed etici per i Professionisti delle RP evidenziato nel Protocollo Globale sull’Etica nelle Relazioni Pubbliche di cui molti non sono nemmeno a conoscenza. C’è poi un lavoro di riconoscimento e legittimazione della Comunicazione a livello operativo in cui la Formazione gioca un ruolo essenziale. Come ho già avuto modo di scrivere, proprio in questo testo, sarà importante che la Comunicazione entri nella sfera formativa di ogni futuro Professionista nel momento in cui non lo è ancora. Integrando, così, una cassetta degli attrezzi sempre più ampia e, se vogliamo, sempre più trasversale rispetto a competenze che solo qualche anno fa erano lontane anni luce dall’agire professionale.

 

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