Roadshow a Roma. Esperienza da ripetere

meta-14Si è appena concluso il roadshow Organizzazione, Comunicazione e Marketing per gli Studi commercialisti, organizzato dal Gruppo di lavoro Ferpi Comunicare le professioni intellettuali in collaborazione con la Commissione Organizzazione dello Studio Professionale dell’ODCEC Roma. Abbiamo chiesto a Stefano Martello, referente del roadshow per il Gruppo di lavoro (insieme a Pierpaolo Palmieri – Presidente Commissione Organizzazione dello Studio Professionale dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Roma – ed alla professionista Angela Carfa) una prima valutazione sugli incontri appena trascorsi.

Stefano, una tua prima valutazione

Più che di valutazioni vere e proprie parlerei di quelle che chiamo suggestioni o, più in generale, spunti che devono essere valorizzati e, in qualche modo, perfezionati anche dall’opinione di Pierpaolo e Angela, che sentirò proprio in questi giorni. L’impatto è stato sicuramente positivo, se pensiamo che si trattava di un vero e proprio esordio, non tanto nei contenuti espressi quanto nel modo in cui abbiamo cercato, tutti, di portarli all’esterno. Tutti i partecipanti, per esempio, ci hanno seguito dal primo all’ultimo incontro; tenendo conto che si trattava di una serie di incontri privi di crediti, mi sembra un segnale importante quanto meno rispetto alla congruità e al senso logico degli argomenti proposti. Anche la scelta di impostare gli incontri su di una modalità comunicativa costantemente bidirezionale – pur se difficile da mantenere e con momenti fisiologici di calo – mi sembra abbia dato i suoi frutti, facendo emergere le singole aspettative di ciascun partecipante e confermando quelli che sono i macro problemi della Professione. Particolarmente importante – e di questo ringrazio pubblicamente Pierpaolo Palmieri e Angela Carfa che per primi lo hanno proposto e fortemente voluto – è stata la partecipazione del Vice Presidente Assirep Marco Arcuri e della Psicologa Marta Giuliani che hanno arricchito e integrato due incontri apportando punti di vista nuovi e utili. Con Arcuri, proprio in questi giorni, stiamo discutendo la possibilità di un incontro, dato che proprio la Comunicazione sconta una assenza importante nei processi di gestione progetto e che, proprio questo elemento, provoca conseguenze importanti nelle dinamiche raccontate.

Se ci sono dei pro allora non possono mancare i contro

Non sono dei veri e propri contro, piuttosto dei segnali che è importante cogliere per poter migliorare la replicabilità di questi incontri. Mi riferisco molto alle aspettative dei partecipanti e all’idea che la Comunicazione sia un processo quasi intuitivo e non lento, complesso e faticoso. Proprio riflettendo sugli incontri appena trascorsi, ho pensato molto all’esercizio di attivazione proposto da Marta Giuliani nell’ultimo incontro che ha dimostrato in maniera lampante le difficoltà dell’ascolto e della relazione. Con il senno di poi, questo esercizio doveva essere collocato nel primo incontro, perché questo è un concetto che deve essere ancora chiarito. Che non è stato ancora ben metabolizzato. E credo che la consapevolezza di questo concetto debba anticipare la trattazione dei singoli strumenti o delle singole strategie che non sono altro che perfezionamenti di una attitudine. Ci sono poi i contro istituzionali che derivano dalla natura stessa dell’incontro; penso alle diverse sfumature di aspettativa in capo ad ogni singolo partecipante, alla diversa “cultura professionale” maturata o anche alle diverse esperienze pregresse. Ma credo che tutto questo sia parte integrante di questo gioco e debba essere analizzato, più che altro, nella fase di organizzazione.

Pensi che questo sia stato un episodio isolato o ritieni che vi siano possibilità di replica?

Ripeto, la mia è una risposta parziale, perché ancora non ho parlato con Pierpaolo, Angela e Andrea Colagrossi. Credo che debba essere migliorato il sistema di feed. Potremmo pensare, per esempio, ad un vero e proprio moderatore che abbia il compito di orientare la discussione evitando che si vada troppo fuori i temi della discussione. Potremmo anche pensare a degli incontri calibrati su singole e specifiche attività di comunicazione secondo l’interesse dei partecipanti. Sono tutte possibilità che andranno esplorate e che forse costituiranno una parte altrettanto utile di questi incontri. In una chiacchierata con Roberta Zarpellon, le ho detto che per la loro stessa natura, questi incontri dovevano essere calibrati su comunità professionali più piccole e circoscritte. Credo che il passaggio successivo sia quello di raccogliere e integrare gli spunti miei, di Andrea Colagrossi, di Pierpaolo Palmieri e di Angela Carfa per poi farli confluire in un insieme più sistematico. La cosa più importante, ora, è non sprecare ciò che abbiamo raccolto.

 

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