Comunicazione e nuove professioni: FERPI al dibattito del Festival delle Professioni

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Da tempo ci interroghiamo sul tema della comunicazione declinato nel mondo libero-professionale. Nel corso del Festival delle Professioni patrocinato da FERPI e in programma a Trento dal 13 al 17 ottobre, giovedì 15 ottobre, dalle 14.00 alle 16.00, sarà l’occasione per confrontarsi sulla “Comunicazione e nuove Professioni” al workshop in programma alla Fondazione Caritro e in diretta streaming sul sito http://www.festivalprofessioni.it

L’incontro si preannuncia particolarmente interessante per chi volesse riflettere sulle evoluzioni professionali che il termine comunicazione ha assunto nella nostra società partendo da una chiamata a raccolta dei diversi mondi che la compongono e che, tutti insieme, più o meno ordinatamente e consapevolmente, concorrono a definire quella che viene da più parti considerata una componente fondativa e costitutiva delle dinamiche sociali.
Frutto di un’attività che da tempo vede Paolo Bertaccini paziente regista di un gruppo di lavoro permanente, l’incontro è un confronto a più voci introdotto da Elisabetta Tonni, giornalista d’inchiesta, che vedrà prendere la parola giornalisti (Armando Massarenti, Il Sole 24 Ore), esperti di diritto dell’informazione (Ruben Razzante, Università Cattolica), responsabili di comunicazione aziendali (Stefania Savona, Leroy Merlin) e professionisti di aree differenti (Niccolò Biddau, fotografo; Stefania Demetz, organizzatrice di eventi; Liana Pastorin, architetto; Ludovica Manusardi, comunicatrice scientifica, Paolo Bouquet, start-upper nelle tecnologie digitali) con la presenza di Enzo Argante, Ideatore del Premio Areté sulla Comunicazione Responsabile. Per dire cosa? Il primo obiettivo, dal punto di vista accademico, è quello di fornire una serie di riflessioni su quali percorsi e quali approcci possano essere considerati, oggi, un “comun denominatore” del comunicare. In una parola, si cercherà di fare sintesi della complessità ponendosi alla ricerca di un punto di contatto condiviso sul quale costruire un percorso di crescita che ci possa portare a benefici in termini di relazioni “a valore”, con uno sguardo sempre più consapevole ai risvolti etici e sociali che la comunicazione possiede.
FERPI, su questo tema, è da sempre in prima linea. Come ha ben evidenziato il presidente della Prsa, l’associazione dei PR americani, “Like beauty, the definition of ‘public relations’ is in the eye of the beholder” , ovvero, parafrasando una espressione di David Hume: ”la bellezza delle cose esiste nella mente di chi le osserva”, è ben chiaro che la questione di una definizione che sintetizzi ed esprima bene il senso della pratica e della professione dei comunicatori è molto più che un esercizio di pensiero o accademico. Lo stesso obiettivo oggetto del confronto a Trento.

Il secondo scopo dell’incontro è riflettere su “una casetta degli attrezzi”, una ricaduta pratica dove contribuire a prospettare gli scenari e le future evoluzioni professionali nei molteplici mondi della comunicazione. Quale contributo, mi sono chiesta, può dare FERPI a questo dibattito e la sottoscritta, in qualità di coordinatrice di questo Gruppo? Credo sia importante, prima di tutto, fare chiarezza e sgomberare il campo dal rumore di fondo ovvero distinguere lo strumento, sempre adattativo rispetto al tempo e al contesto, da quello che è il vero punto di partenza ed arrivo del nostro lavoro. Quando oggi parliamo di comunicazione, come relatori pubblici, consideriamo e applichiamo modelli che, a partire dal Gorel, proposto negli anni 80’ da Toni Muzi Falconi in poi, e che già considerava cardine operativo l’importanza dell’ascolto prevalentemente tramite la ricerca sociale e l’analisi dei soggetti influenti, cerca di affrontare, con metodo e rigore, quella che è il vero elemento fondativo di ogni comunicazione, la Relazione. Senza relazione non c’è vera comunicazione ma, altri aspetti, come la pubblicità, il marketing solo per citare i più diffusi.

La nostra attività consiste proprio in questo: tessere reti di relazioni, costruire fiducia, alimentare rapporti, creare benevolenza nelle persone che possono influenzare il raggiungimento degli obiettivi dell’organizzazione per la quale lavoriamo. La Relazione è dunque il vero elemento sul quale avviare una riflessione sia perché la relazione ha caratteristiche diverse dalla comunicazione unidirezionale, sia perché, con il web, oggi parliamo sempre più di relazioni accresciute dove sono accresciute in quanto supportate dalle tecnologie digitali, senza però cadere nell’errore che tra analogico e digitale vi sia separazione: il digitale, piuttosto, è un livello che si aggiunte all’analogico e offre molte nuove opportunità.
A Trento, FERPI porta a testimonianza il suo percorso e il suo approccio nel quale superato da tempo il concetto della comunicazione persuasiva, ci si è diretti con determinazione su approcci come lo Stakeholder Engagement e lo Stakeholder Empowerment. Al di là di ogni facile formula, non esiste vera comunicazione senza la partecipazione attiva e consapevole dei propri Stakeholder. Non pensiate, però, che tutto questo sia un facile gioco intellettuale, dalle scarse o nulle ricadute sulla vita quotidiana. Tutt’altro. Pensiamo allo studio professionale, ad esempio. Ma anche a un’organizzazione, un’azienda, un’associazione. Possiamo considerare l’esagerata focalizzazione sugli strumenti, la nascita di siti fotocopia, la presenza sui social “tanto per esserci anch’io” comunicazione? O, invece, sono “sovrastrutture” che hanno fatto dimenticare che, solo affrontando in maniera complessiva e coordinata, ovvero in modo strategico, il proprio essere comunicante, lo studio professionale e il professionista riescono ad attivare “relazioni a valore aggiunto” con i propri collaboratori e con i Clienti. Parlare di coinvolgimento dei Clienti, oggi, può sembrare un azzardo. Ma essere consapevoli del proprio comunicare e delle responsabilità e ricadute sulla società e sul proprio mercato è compito dei comunicatori e, in senso allargato, di tutti noi. Le esperienza internazionali ci raccontano tanti casi di successo e una storia dove approccio etico del professionista, inclusione delle istanze del Cliente e ascolto organizzato dei propri collaboratori permette di crescere nel mercato. Ma questa è un’altra storia che, a Trento, forse avremo il tempo di raccontare 😉
“Comunicazione e nuove Professioni” Giovedì 15 ottobre, dalle 14.00 alle 16.00, Fondazione Caritro (Trento), nell’ambito della quarta edizione del Festival delle Professioni.
Diretta streaming sul sito http://www.festivalprofessioni.it

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