La reputazione del professionista, un modo per distinguersi

Ho un’amica che ricopre la carica di presidente di un’associazione di professionisti. L’obiettivo dell’organizzazione è sostenere e divulgare positivi e importanti principi legati alla professione cui appartengono gli associati, attraverso convegni, dibattiti, corsi di formazione. La mia amica ogni tanto è stanca e vorrebbe lasciare la carica: si sa, c’è chi fa di più e chi fa meno. Ma io la esorto a continuare per un motivo preciso e, forse, non così altruista. Quella carica migliora la sua reputazione, favorisce le relazioni professionali e aumenta la visibilità tra i suoi clienti, dipendenti, colleghi e opinione pubblica, creando consenso.

Nel libro “L’organizzazione dello studio professionale” , scritto dal Gruppo di lavoro Professionisti e comunicazione, che gestisce questo blog, ho indicato al paragrafo “Reputation building attraverso la comunicazione esterna” che “Il successo di uno studio professionale poggia su aspetti e valori quali la reputazione, l’affidabilità, la credibilità e naturalmente la professionalità. Tutti fattori che, oggi più che mai, distinguono una struttura da un’altra e verso cui clienti e stakeholder ripongono un’attenzione sempre maggiore. La creazione e la gestione della reputazione di uno studio professionale (così come di un professionista o di un ordine) è accompagnata da una strategia complessa a lungo termine”. “La reputazione si fonda, allora, sui comportamenti e sulle azioni compiute dall’organizzazione nel tempo. Più è definito l’ambito in cui opera un’organizzazione e più è importante la sua buona reputazione”. “Possiamo dire che il concetto di reputazione è strettamente collegato ai concetti di moralità, di tempo e alla relazione con gli altri. La reputazione, infatti, è il risultato di un lungo, paziente e difficile lavoro di rafforzamento del consenso, da costruire nel tempo a favore di un’organizzazione o di qualunque persona – nel nostro caso un professionista o uno studio professionale – che si relazioni positivamente con altri”. Ne consegue, che la reputazione è il giudizio complessivo su un professionista o studio professionale dato da coloro che in modo diretto o indiretto ne influenzano l’operato, i cosiddetti portatori di interesse.

In questo momento storico per emergere nelle professioni non è più sufficiente essere bravi e preparati. La concorrenza è ampia e spietata, i clienti pochi. Allora è importante riservare un po’ di attenzione a come alimentare la propria reputazione e a come comunicarla. La morale rimane: “Fare le cose bene, farlo sapere”.

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