Professionisti e Comunicazione ha fatto tappa a Verona. Intervista a Elisabetta Baldo, presidente di Ve.G.A, Veronesi giuriste associate

“Le sfide manageriali della professione per la crescita dello studio legale” è il titolo dell’incontro che si è svolto lunedì 19 maggio a Verona nella sala convegni della Banca Popolare di Verona. L’appuntamento è stato organizzato da Ve.G.A, Veronesi Giuriste Associate e dal gruppo di lavoro “Comunicare le professioni intellettuali” di Ferpi all’interno del road show per la promozione del libro “L’Organizzazione per gli studi professionali”.
Dopo i saluti dell’avvocato Elisabetta Baldo, presidente di Ve.G.A, ci sono stati gli interventi di Ada Sinigalia, in veste anche di moderatrice, che ha trattato il tema della comunicazione
e nuovi media e Roberta Zarpellon che ha parlato delle “Nuove sfide per i processi organizzativi dello studio professionale”. L’incontro, cui hanno partecipato oltre cento avvocati, è stato seguito con interesse dalla platea. Abbiamo chiesto a Elisabetta Baldo un suo commento sull’iniziativa.

Ritiene che incontri come quello svolto a Verona siano utili per i professionisti?

Seppur concentrati in due ore, gli interventi delle relatrici sono stati certamente di stimolo e riflessione sui cambiamenti in corso nella nostra professione. Cambiamenti cui, mediamente, siamo impreparati. La partecipazione dei colleghi è stata molto attiva ed ho riscontrato consensi e gradimento. La platea era attenta ed ha seguito con attenzione la Vostra esposizione, cosa rara in un contesto in cui, pur  di ottenere crediti formativi, purtroppo, si partecipa a convegni portandosi lavoro da fare o materiale da visionare sapendo in partenza di non essere interessati all’esposizione dei relatori.

Entrando nel merito degli interventi, quali pensa siano stati i concetti più nuovi per la vostra professione?

Mi è piaciuta molto la riflessione sul “partire dai noi stessi”, per cominciare a guidare e dominare i diversi elementi, piuttosto che subirli e “navigare a vista”. Ho trovato interessante lo stimolo, forte, ad utilizzare la rete ed i social network in modo virtuoso per farsi conoscere in maniera qualificata.

Perché molti liberi professionisti, o nel suo caso avvocati, sono ancora distanti dall’utilizzare la comunicazione sia tradizionale che digitale?

La realtà veronese è fatta di pochi studi grandi, organizzati in modo imprenditoriale, e di tanti liberi professionisti che operano autonomamente, magari unendosi per condividere le spese, ma continuando ad operare ciascuno per conto proprio. Le incombenze e gli adempimenti richiesti però sono sempre maggiori e credo che una qualche evoluzione nel nostro modo di lavorare sia necessario. Certamente la rete è un modo poco costoso e assolutamente alla portata di tutti per dare una svolta. I limiti sono solo mentali.

I temi presentati a Verona possono essere concretamente utili agli studi legali?

Organizzazione e comunicazione sono a mio avviso strumenti utilissimi per lavorare meglio. Iniziare a rifletterci è già un primo passo.

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