La Corte Ue chiede “più concorrenza sulla formazione”

La Corte di Giustizia europea si concentra sulla formazione continua e sostiene che gli ordini professionali non possono monopolizzare il comparto della crescita professionale dei propri iscritti.

A parere della Corte Ue, infatti, questo atteggiamento esclusivo finirebbe per porre in essere “condizioni discriminatorie a danno dei concorrenti”. Dunque, spazio agli istituti che in grado di assicurare aggiornamento costante ai professionisti, meglio ancora se slegati dal controllo degli Ordini.

A portare il tribunale all’emanazione di questa sentenza dalle ricadute tutt’altro che irrilevanti, è stata la questione esplosa in Portogallo tre anni fa, quando la corrispondente Antitrust lusitana aveva individuato come le norme vigenti per la formazione dell’ordine esperti contabili realizzassero meccanismi distorsivi del mercato, opposti si principi promulgati dalle istituzioni europee.

Nello specifico, l’Otoc, cioè l’organismo portoghese di regolamentazione professionale finito sotto la lente dell’Authority, aveva adottato questa scansione nella formazione dei propri iscritti: 35 crediti riconosciuti in un biennio , suddivisibili sia in formazione più prettamente istituzionale che in quella più specifica professionale, le quali potevano essere gestite dalla stessa organizzazione, oppure da enti ad essa affiliati.

Ed è qui, secondo l’organismo di garanzia in funzione in Portogallo, ora abbracciato anche dalla Corte Ue, che sarebbe occorsa la limitazione del mercato per la formazione dei professionisti: l’obbligo di collegamento con l’Ordine, insomma, sarebbe lesivo della concorrenza. A questo proposito, all’ordine era stata perfino comminata una sanzione.

Quali saranno gli effetti del provvedimento sul territorio italiano? Sicuramente, la decisione della Corte è coerente con i principi enunciati nelle recenti disposizioni normative, a partire dalla riforma delle professioni, così come quella degli avvocati, le quali hanno posto fortemente l’accento sulla necessità della formazione continua, capitolo su cui, tra l’altro, serviranno ancora diversi mesi perché le procedure siano rese pienamente operative.

Inoltre, non va dimenticato che, con il Dpr 137/2012, è stata introdotta la facoltà di poter organizzare corsi formativi rivolti agli iscritti ai vari Albi da parte di sodalizi tra gli stessi aderenti o altri organi autorizzati dai Consigli nazionali o dai relativi collegi. Di certo è che la formazione continuerà a essere monitorata dagli ordini, i quali continueranno ad avere il potere di dare l’ok ai corsi, anche se tenuti da soggetti esterni.

 

Fonte: LeggiOggi.it

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