Libertà moderata per la pubblicità dei professionisti

Una sentenza della Cassazione che condanna l’azione di uno Studio legale lombardo per una pubblicità di alcuni anni fa deve far riflettere. Da una parte la discrezionalità decisionale di ogni Ordine e dall’altra la formulazione sibillina della norma che parla di “pubblicità informativa” non deve impedire ai professionisti di pianificare una campagna pubblicitaria ma impone un’attenzione particolare.

Questi i fatti.

Nel 2009 alcuni avvocati lombardi hanno acquistato uno spazio pubblicitario (box), sul quotidiano free-pressCity, all’epoca distribuito a Milano e dintorni e chiuso lo scorso febbraio.

Questa inserzione pubblicitaria è stata sanzionata in primo grado dall’Ordine degli Avvocati di Monza (sospensione di 2 mesi per tutti gli incolpati), per violazione degli artt. 17 bis e 19 del Codice deontologico forense. Secondo il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Monza, gli avvocati incolpati avevano infatti: «diretto comunicazioni ed informazioni sulla propria attività professionale, utilizzando in modo improprio mezzi consentiti e comunque in modo incompleto rispetto alle indicazioni obbligatorie, con contenuto, forma e modalità irrispettose della dignità e decoro della professione, con locuzioni integranti messaggio pubblicitario e promozionale ad ampia divulgazione con la pubblicazione di un box pubblicitario».

Il Consiglio Nazionale Forense, adito in secondo grado, ha attenuato la sanzione sostituendola con l’avvertimento, confermando però che: «sussistesse l’illecito disciplinare, poiché il messaggio pubblicitario inserito nel box era connotato da slogan sull’attività svolta dal ricorrente, con grafica tale da porre enfasi sul dato economico e contenente dati equivoci, suggestivi ed eccedenti il carattere informativo, per cui il messaggio integrava modalità attrattiva della clientela con mezzi suggestivi ed incompatibili con la dignità ed il decoro professionale, per la marcata natura commerciale dell’informativa sui costi molto bassi».

Lo scorso 13 novembre 2012 la Cassazione a Sezione Unite si è espressa sul ricorso confermando sostanzialmente le violazioni contestate e pronunciandosi sulla competenza territoriale. La Corte si è rifatta al dettato della norma di Legge professionale del 1933 (art. 38 R.D.L. 27 novembre 1933 n. 1578), sostenendo che la mancata tipizzazione dell’illecito, cioè l’inesistenza di indicazioni concrete su quanto sia corretto e quanto invece sia vietato nel comportamento dell’avvocato, autorizza a ricomprendere estensivamente numerosi comportamenti, al «fine di evitare che violazioni dei doveri anche gravi possano sfuggire alla sanzione disciplinare».

Questa formulazione “aperta” impedisce pertanto alla Cassazione un vero e proprio giudizio sulla corretta (o meno) applicazione della norma di legge, poiché l’intenzione del legislatore era proprio quella di affidarsi al libero apprezzamento del giudice di prime cure, che non può essere fatto oggetto di sindacato di legittimità da parte della Corte.

«Poiché non è illegittimo per l’organo professionale procedente individuare una forma di illecito disciplinare (non certamente nella pubblicità in sé perfettamente legittima nel suo aspetto informativo ma), nelle modalità e nel contenuto della pubblicità stessa, in quanto lesivi del decoro e della dignità della professione e non nell’attività dì acquisizione di clientela in sé, ma negli strumenti usati, allorché essi siano non conformi alla correttezza ed al decoro professionale. Non vi è, quindi, nel caso in esame irragionevolezza nel precetto deontologico individuato dall’organo professionale, quale fattispecie sanzionabile in sede disciplinare».

A nulla è valso che i ricorrenti richiamassero la Legge Bersani (D.Lgs. n. 40 del 2006), né la più recente norma introdotta con l’art. 4 del D.P.R. n. 137 del 3 agosto 2012, cosiddetto Decreto Liberalizzazioni, perché quest’ultimo intervenuto successivamente ai fatti e anch’esso formulato in tal modo da consentire un’interpretazione discrezionale dei valori di dignità e decoro della professione potenzialmente violati da una pubblicità da parte di avvocati.

Allora che fare?

I più prudenti si asterranno dal progettare qualsiasi forma pubblicitaria, i più accorti valuteranno con un professionista i giusti messaggi sullo studio professionale. E’ evidente che ci vorrà ancora tempo prima che gli Ordini diano il proprio benestare a forme pubblicitarie come quelle d’oltre Oceano ma intanto è importante progettare e prevedere i più opportuni strumenti di comunicazione per i professionisti senza incorrere in sanzioni.

 

Fonte: Leggi Oggi

 

One thought on “Libertà moderata per la pubblicità dei professionisti

  1. Massimo Casagrande 05/12/2012 / 13:36

    Grazie Ada per l’aggiornamento, il nodo come hai ben identificato, è quello della discrezionalità nell’interpretazione dei concetti di dignità e decoro della professione. Stupisce con quanta solerzia si intervenga in questi concetti quando si tratta di iniziative di comunicazione e/o pubblicità (precedenti che ricordo sulle vetrofanie installate su finestre al secondo piano da uno Studio Legale uniformandosi alle adiacenti finestre dell’Agenzia di Assicurazioni). E stupisce invece quanto non si intervenga con solerzia in altri casi in cui il decoro e la dignità della professione (e la reputazione per l’intera categoria) sono lesi in maniera profonda: ad esempio quando i professionisti operano senza assicurazione professionale o con massimali risibili, quando non vengono rispettati i percorsi di aggiornamento professionale, quando qualcuno opera senza emettere regolare fattura, quando si avvalgono di collaboratori assoggettandoli ad un regime di fatto paragonabile a quello del lavoratore dipendente, ma formalmente in libera professione. Questo non lede la dignità ed il decoro della professione e la reputazione dell’intera categoria professionale?

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...