Dilettanti allo sbaraglio

Sempre più spesso l’arte esce dalle gallerie ed entra negli studi professionali. Appese alle pareti di corridoi, sale d’aspetto e uffici fanno bella vista opere d’arte di autori più o meno conosciuti. “Ultimamente vendo più alle mostre negli studi dei professionisti che nelle gallerie d’arte” – mi ha recentemente detto un fotografo veronese.

Vantaggi per gli artisti, ma anche per i professionisti? Dovrebbe essere così. Ma le esposizioni dovrebbero essere organizzate tenendo conto degli obiettivi di tutti i soggetti coinvolti, e quindi anche degli avvocati, commercialisti, dentisti ecc.

Ho, in realtà, costatato che non è sempre così e la causa è da attribuirsi il più delle volte all’organizzazione spesso lasciata a mogli, amici anche conoscitori d’arte ma impreparati sulle tecniche di comunicazione.

L’evento è un sistema complesso che prevede il coordinamento tra più soggetti, finalità e strumenti. Spesso può avere più obiettivi per raggiungere i quali sono attivati più strumenti rivolti a pubblici diversi.

Per un evento di successo è fondamentale la fase della progettazione che prevede la definizione degli obiettivi, l’individuazione dei pubblici di riferimento che possono essere diversi per gli attori coinvolti, la scelta della strategie e delle azioni specie per la fase della promozione.

Il binomio arte-studio professionale è positivo. Per il professionista investire nella cultura è un valore aggiunto, è un modo per accreditare l’immagine del proprio studio verso i suoi interlocutori come clienti, istituzioni, opinione pubblica e stakeholder in generale. E’ un modo, anche, per rafforzare lo spirito di appartenenza dei colleghi e collaboratori. In generale, quindi, il legame con la cultura e l’arte e i suoi valori agisce sulla reputazione e sulla dimensione sociale dello studio. Perché ciò si realizzi, la comunicazione dell’evento culturale deve essere precisa, progettata e consapevole.

5 thoughts on “Dilettanti allo sbaraglio

  1. Massimo Casagrande 13/02/2012 / 17:31

    Grazie Ada per lo spunto,
    dal mio osservatorio vedo che non solo manca una adeguata comunicazione, spesso manca a monte la visione dell’evento culturale come parte di un Piano di Marketing e Promozione dello Studio.
    Ha senso un evento spot perchè abbiamo un amico fotografo di cui ospitare le foto in Studio?

    Non sarebbe più opportuno ragionare su una serialità di eventi legati ad un tema? Su una programmazione annuale che preveda non tanto e non solo il fatto di ospitare le foto o i quadri in studio, ma anche una presenza del lavoro del professionista.

    Così ad esempio un avvocato potrebbe tenere uno speech sulle forme di tutela o meno dell’originalità dell’opera d’arte, sul valore legale dell’expertise che normalmente ci rilasciano acquistando un oggetto d’arte etc. etc.
    Allo stesso modo un commercialista potrebbe utilizzare un evento di questo tipo per parlare dell’investimento in opera d’arte e/o in design a tiratura limitata etc. etc.
    Tutto questo per creare un legame tra i professionisti e la mostra che viene ospitata e far capire al pubblico che “dietro” c’è un valido pensiero e che lo Studio non si limita a mettere a disposizione gli spazi perchè è “in”.
    Inoltre eventi di questo tipo permettono di coinvolgere dei partner per attivare relazioni virtuose: un gallerista di successo, un’agenzia di assicurazioni con ottime polizze per le opere d’arte, una banca che mette a disposizione caveux etc. etc. Avere questi partner o altri è importante non tanto e non solo per dividere i costi dell’evento, soprattutto per utilizzare lo scambio di relazioni. Ciascuno inviterà i propri clienti, il gallerista esporrà nello Studio Legale e l’avvocato due mesi dopo potrà tenere una piccola conferenza nella sala del gallerista etc. etc.
    In una parola: networking.

  2. casting 15/02/2012 / 15:31

    Il punto è che oggi, in tanti ambiti e in particolare nell’organizzazione di eventi, ci sia troppa approssimazione e impreparazione. Tanti si svegliano la mattina e si auto-eleggono esperti d’arte o grandi esperti di comunicazione.

    • Ada Sinigalia 16/02/2012 / 11:46

      Quello che ho scritto nasce dall’osservazione di fatti anche vissuti in prima persona, l’ultimo sabato scorso in uno studio associato di dentisti. A fronte di un investimento di denaro e tempo, la personale di un noto pittore è stata organizzata dalla moglie di un titolare dello studio. E fin qui, nulla di male. Quello che mi ha lasciata perplessa è stata la convinzione, e il compiacimento, di aver creato un evento con tutti i crismi quando in realtà i partecipanti erano amici e conoscenti degli organizzatori e null’altro è stato previsto post inaugurazione. Quando ho introdotto alcuni elementi di comunicazione, ho percepito un forte fastidio da parte della signora “esperta d’arte”

    • Massimo Casagrande 16/02/2012 / 11:57

      c’è molta approssimazione, è vero,
      ad esempio ci sono “professionisti” del web 2.0 che si intruffolano nei blog con commenti banali e superficiali per promuovere i propri siti.

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