C’era una volta…

Se anche il Festival di S. Remo è iniziato con una storia, ci siamo.  La narrazione è stata sdoganata. L’evento sanremese si è, infatti, aperto con Antonella Clerici che raccontava alla piccola figlia, sotto forma di favola, la sua esperienza dell’anno prima che l’aveva vista presentatrice.

L’arte di raccontare storie per raggiungere determinati obiettivi – attirare l’attenzione degli ascoltatori e lettori, far emergere i punti di forza di un’organizzazione, fidelizzare i clienti a un determinato prodotto –  è oggi molto diffusa. Negli stati Uniti se ne parla già da qualche anno.

Le storie interessano. Le storie affascinano. Per questo motivo ormai molte aziende e si affidano a questo strumento.

Ma anche lo studio professionale può fare proprio questo meccanismo. Raccontare le esperienze professionali o come un cliente è riuscito a risolvere un problema con l’aiuto del proprio professionista di fiducia, può essere un modo incisivo per attirare l’attenzione e spiegare, indirettamente, i propri punti di forza.

Inclinazioni personali a parte, la capacità di narrare si può apprendere con metodo. Ci sono una serie di elementi da imparare per creare una storia in grado di commuovere, di avvincere e di chiamare all’azione.  Ci sono esperti e siti che ne parlano, come ad esempio storytellinglab.org.

Ecco alcuni consigli per una narrazione efficace:

La verità per il narratore. Una storia deve innanzitutto incorporare i valori profondi e le convinzioni di chi la racconta, e trasmetterli in modo congruente e genuino.

La verità per il pubblico. C’è un patto implicito tra il narratore e il suo pubblico: le aspettative che il narratore genera nel pubblico devono essere esaudite. Una grande storia non è mai del tutto prevedibile con un’anticipazione logica, ma è accettabile con il senno di poi. Come dire, di fronte ad un finale ben riuscito: “Non ce lo saremmo mai aspettato, ma, una volta svelato, fila perfettamente”.

La verità in quel momento. Il buon narratore non racconta mai la stessa storia nello stesso modo. La contestualizza, adattandola al momento. E per farlo sono necessarie da una parte la  preparazione, dall’altra la capacità di improvvisare. E questo è soltanto apparentemente un paradosso.

La verità per la mission. Una storia deve essere in grado di trasmettere la passione per qualcosa di superiore, per i valori in cui si crede e che si desidera che gli altri facciano propri. Anche nell’età odierna le persone vogliono disperatamente credere in qualcosa più grande di loro.

Raccontare una storia è un anche buon modo per iniziare un intervento in pubblico perché rompe il ghiaccio e crea l’occasione per sviluppare idee e concetti.

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