Storia di un biglietto da visita

Che succede normalmente ad un povero biglietto da visita come me?

Di solito vengo dimenticato nella scatola del tipografo.

Chissà perchè mi hanno fatto fare se poi mi devono lasciare chiuso qui dentro. E per di più dopo tutto il tempo che hanno passato a decidere se il logo dello studio doveva stare un po’ più a destra o un po’ più a sinistra! Mah.Tra una cosa e l’altra, già adesso non sono più fresco di stampa –e si vede. Un mio amico biglietto è stato nel cassetto talmente a lungo che si è pure beccato del bugiardo – perchè tutto quello che c’era scritto sopra non era più vero. Il numero di telefono ormai apparteneva a un’altra persona (la beffa ha voluto che fosse un professionista concorrente!) e l’indirizzo email restituiva in automatico sempre la stessa risposta: spiacenti di non poter consegnare il messaggio, la casella di posta è piena.

Comunque finalmente è accaduto! Sono stato io il fortunato che tra gli altri è stato tirato fuori dalla tasca e ceduto a questo estraneo che farà affidamento su di me per poter rintracciare il mio “omonimo”.

A proposito, peccato fossi nella tasca assieme alle chiavi di casa, al cellulare e al portamonete: se fossi stato conservato un po’ meglio, magari in un astuccio portabiglietti, avrei potuto non essere così sciupato e soprattutto sarei stato più leggibile… speriamo che “l’estraneo” si accorga che il numero civico è 8 e non 3.

Certo che anche questo qui non è che dimostri di essere un tipo molto attento: mi ha preso e mi ha infilato anche lui in tasca senza neanche avermi degnato di uno sguardo. Non si è nemmeno accorto che il mio “omonimo” appartiene all’associazione con cui tanto voleva entrare in contatto e adesso parla del più e del meno quando invece avrebbe potuto approfittare dell’occasione per fargli delle domande puntuali e chissà, magari avviare una bella collaborazione. Pazienza. Spero almeno che si ricordi dove mi ha messo e, soprattutto, di tirarmi fuori di qui quando se ne sarà tornato in ufficio.

Anzi, a dire il vero, spero proprio di non fare la solita triste fine e giacere sulla scrivania a prendere polvere per mesi prima di finire sotto la tazza del caffè ed essere macchiato al punto di risultare inservibile o sotto quel codice di 2.000 pagine che è appoggiato lì da almeno 2 anni –e che nessuno, nemmeno gli addetti delle pulizie, si sognano di spostare mai.

Anzi, no. Non voglio sembrare un lagnoso ma più di tutto spero proprio di non essere buttato direttamente nel cestino …ma nemmeno nel cassetto in cui finisce tutto quello che non ha un altro posto e che, soprattutto, deve sparire per dare la sensazione che sia tutto in ordine! Se così sarà, è altamente probabile che un po’ alla volta, spinto da tutto quello che verrà buttato là dentro dopo, io scivoli verso il fondo e addirittura, orrore!, dietro il cassetto … ….dove verrò trovato solo in occasione del prossimo trasloco, se qualcuno avvertirà la necessità di smontare la scrivania per trasportarla più agevolmente –altrimenti sarò buono solo per le tarme.

E pensare che ci sarebbe voluto niente ad essere infilato nel raccoglitore portabiglietti! E soprattutto trasferito nell’anagrafica condivisa dello studio dove qualcun altro si sarebbe potuto accorgere di riconoscere nel mio omonimo quel tale “esperto di” che voleva proprio incontrare per organizzare un seminario per i migliori clienti.

Un vero peccato.

5 thoughts on “Storia di un biglietto da visita

  1. Camilla 02/09/2010 / 19:42

    Sarebbero così utili dei biglietti da visita che fosse possibili trasferire direttamente nella rubrica del computer senza dover copiare a mano i singoli dati…. magari esistono già?

    • Gianni Simonato 18/01/2011 / 19:14

      Io ho provato questo, andando oltre la rubrica. Cercare su Facebook o Linkedin quella persona ed aggiungerla ai contatti. I dati in linea di massima sono così già inseriti ma, cosa molto più utile, i contatti lavorano per noi. La rete si amplia, senza fare nulla!

  2. Laura Calciolari 03/09/2010 / 12:43

    E soprattutto: perchè non realizzare un biglietto smart card che si infila nel PC, in automatico aggiorna la rubrica, indirizza al social network e apre il sito dello studio?
    Pensateci gente: è fantastico!

    • Laura Calciolari 23/09/2010 / 13:20

      Sì esistono da diversi anni, ma ovviamente sono più costosi di quelli tipografici.
      Buon lavoro

  3. Gianni Simonato 18/01/2011 / 19:19

    Ciao Laura, vale il commento sopra. Basta far lavorare i biglietti nei social network. Il resto lo fa la rete. In pratica la rubrica telefonica oggi è in rete.

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