LE RADICI SPIRITUALI DELLE RELAZIONI UMANE

radici-362x512A 45 anni dalla sua pubblicazione, Le radici spirituali delle relazioni umane arriva in Italia. Curato da Stefano Martello, componente del gruppo Professionisti e comunicazione, e Sergio Zicari, il libro traccia un sentiero diverso da quelli percorsi fino ad oggi, verso conoscenza di sé e degli interlocutori che sono parte integrante e necessaria di tutti i processi decisionali.

Per saperne di più

Prontuario di Comunicazione per Professionisti. La presentazione il 18 dicembre a Tivoli

LibroSarà presentato il 18 dicembre 2015 nel corso dell’annuale Cena di gala dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Tivoli il Prontuario di Comunicazione per Professionisti, scritto da Stefano Martello e pubblicato dalla Fondazione ADERC – Fondazione dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Tivoli, con la prefazione di Gianluca Tartaro, Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Tivoli. Abbiamo chiesto a Stefano Martello alcune riflessioni sul testo.

Stefano, la parola chiave per identificare questo libro.

Potrei rispondere con “velocità” data anche l’immediatezza con cui il progetto è stato condiviso e accettato dal Presidente Tartaro. In fondo, anche la presenza del termine “prontuario” nel titolo stesso sembra evocare un testo molto snello, di immediata consultazione. Ma in realtà, la parola chiave più corretta per identificare questo libro è “ritardo”. Nel momento stesso in cui ho iniziato a ragionare e a confrontarmi con i colleghi del Gruppo sui contenuti da trattare, non ho potuto fare a meno di constatare la presenza di due forze opposte. Da una parte, la complessità della materia “Comunicazione” che si alimenta costantemente di nuovi strumenti, di tecniche rinnovate ma anche di nuovi bisogni a cui è sempre più importante rispondere. Dall’altra parte, un rapporto – tra Professionisti e Comunicatori – ancora adolescente e ancora troppo influenzato da una diffidenza che ostacola un accreditamento corretto e obiettivo.

 

Quali sono, secondo te, i motivi di questa diffidenza?

Come Comunicatori siamo intervenuti in ambiti la cui struttura di funzionamento è rimasta immutata da decenni. E lo abbiamo fatto con quello che il collega Biagio Oppi ha definito, non casualmente, un “tono muscolare”. Era chiaro allora ed è chiaro ora che vi sia una certa resistenza culturale che impone, oggi più che mai, un ripensamento delle logiche di ascolto e di interazione con questi pubblici. Molti Professionisti conoscono e riconoscono il valore strategico di una corretta comunicazione, ma molti altri ancora confondono la comunicazione con il marketing o, peggio, con la pubblicità e, dunque, provano un certo timore rispetto a quelli che sono i principi di etica e di dignità della professione. Si tratta di un timore legittimo che deve essere affrontato in maniera consapevole da tutte le parti in causa. E proprio questo libricino, nel suo piccolo, ne è un chiaro esempio.

In che modo?

Confrontandomi con Roberta Zarpellon – che ha seguito la pianificazione contenutistica del testo – con il Presidente Tartaro e con Stefano Boanelli, Presidente della Commissione FPC dell’Ordine di Tivoli, ho capito che non avrebbe avuto troppo senso la realizzazione di un manuale concentrato sulla complessità della materia. Che è vasta e in continuo divenire. Per questo ho deciso di fare un ideale passo indietro, recuperando quelli che sono i gesti fondamentali della Comunicazione. Cercando di coniugare quella che è la spendibilità concreta di un testo con un apparato informativo che possa essere immediatamente e istintivamente compreso e codificato dal pubblico a cui è diretto. È stato un po’ come quando sono tornato a sciare dopo un paio d’anni di inattività. Ho sacrificato parte della mia velocità per recuperare dei movimenti che già conoscevo ma che, forse, davo troppo per scontati. Recuperarli mi ha permesso di ritrovare sicurezza rispetto anche ad un fisico diverso da quello che avevo nel momento in cui ho smesso.

Non credi che, in questo modo, il testo nasca idealmente già superato rispetto a quelle che sono le contingenze del presente?

Bisogna verificare quali siano queste contingenze. Se parliamo di una comunicazione evocativa, ben rappresentata dai tanti professionisti accelerati, operativi h24, che ti rispondono alle 4 del mattino con una corposa mail interlocutoria in cui non si dice assolutamente nulla e, casomai, dove sono presenti anche degli errori di ortografia, allora si, questo testo è orgogliosamente antistorico e, sempre orgogliosamente, non serve a nulla. Se invece partiamo dall’assunto per cui la Comunicazione è un processo lento, consapevole, difficile, allora questo testo è molto attuale. Di più, è un gesto di grande responsabilità e consapevolezza, dato che per la prima volta un Ordine ha deciso consapevolmente di dedicare al tema una pubblicazione che verrà distribuita a tutti gli iscritti. Poi è altrettanto chiaro che si tratta di un punto d’inizio, da cogliere e da implementare nel tempo.

In che modo?

Duplice. Da una parte implementando un sentimento di fiducia e credibilità nei confronti non solo della Comunicazione ma anche dei Comunicatori. In tal senso, mi sembra importante il lavoro di riconoscimento degli standard professionali ed etici per i Professionisti delle RP evidenziato nel Protocollo Globale sull’Etica nelle Relazioni Pubbliche di cui molti non sono nemmeno a conoscenza. C’è poi un lavoro di riconoscimento e legittimazione della Comunicazione a livello operativo in cui la Formazione gioca un ruolo essenziale. Come ho già avuto modo di scrivere, proprio in questo testo, sarà importante che la Comunicazione entri nella sfera formativa di ogni futuro Professionista nel momento in cui non lo è ancora. Integrando, così, una cassetta degli attrezzi sempre più ampia e, se vogliamo, sempre più trasversale rispetto a competenze che solo qualche anno fa erano lontane anni luce dall’agire professionale.

 

Roadshow a Roma. Esperienza da ripetere

meta-14Si è appena concluso il roadshow Organizzazione, Comunicazione e Marketing per gli Studi commercialisti, organizzato dal Gruppo di lavoro Ferpi Comunicare le professioni intellettuali in collaborazione con la Commissione Organizzazione dello Studio Professionale dell’ODCEC Roma. Abbiamo chiesto a Stefano Martello, referente del roadshow per il Gruppo di lavoro (insieme a Pierpaolo Palmieri – Presidente Commissione Organizzazione dello Studio Professionale dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Roma – ed alla professionista Angela Carfa) una prima valutazione sugli incontri appena trascorsi.

Stefano, una tua prima valutazione

Più che di valutazioni vere e proprie parlerei di quelle che chiamo suggestioni o, più in generale, spunti che devono essere valorizzati e, in qualche modo, perfezionati anche dall’opinione di Pierpaolo e Angela, che sentirò proprio in questi giorni. L’impatto è stato sicuramente positivo, se pensiamo che si trattava di un vero e proprio esordio, non tanto nei contenuti espressi quanto nel modo in cui abbiamo cercato, tutti, di portarli all’esterno. Tutti i partecipanti, per esempio, ci hanno seguito dal primo all’ultimo incontro; tenendo conto che si trattava di una serie di incontri privi di crediti, mi sembra un segnale importante quanto meno rispetto alla congruità e al senso logico degli argomenti proposti. Anche la scelta di impostare gli incontri su di una modalità comunicativa costantemente bidirezionale – pur se difficile da mantenere e con momenti fisiologici di calo – mi sembra abbia dato i suoi frutti, facendo emergere le singole aspettative di ciascun partecipante e confermando quelli che sono i macro problemi della Professione. Particolarmente importante – e di questo ringrazio pubblicamente Pierpaolo Palmieri e Angela Carfa che per primi lo hanno proposto e fortemente voluto – è stata la partecipazione del Vice Presidente Assirep Marco Arcuri e della Psicologa Marta Giuliani che hanno arricchito e integrato due incontri apportando punti di vista nuovi e utili. Con Arcuri, proprio in questi giorni, stiamo discutendo la possibilità di un incontro, dato che proprio la Comunicazione sconta una assenza importante nei processi di gestione progetto e che, proprio questo elemento, provoca conseguenze importanti nelle dinamiche raccontate.

Se ci sono dei pro allora non possono mancare i contro

Non sono dei veri e propri contro, piuttosto dei segnali che è importante cogliere per poter migliorare la replicabilità di questi incontri. Mi riferisco molto alle aspettative dei partecipanti e all’idea che la Comunicazione sia un processo quasi intuitivo e non lento, complesso e faticoso. Proprio riflettendo sugli incontri appena trascorsi, ho pensato molto all’esercizio di attivazione proposto da Marta Giuliani nell’ultimo incontro che ha dimostrato in maniera lampante le difficoltà dell’ascolto e della relazione. Con il senno di poi, questo esercizio doveva essere collocato nel primo incontro, perché questo è un concetto che deve essere ancora chiarito. Che non è stato ancora ben metabolizzato. E credo che la consapevolezza di questo concetto debba anticipare la trattazione dei singoli strumenti o delle singole strategie che non sono altro che perfezionamenti di una attitudine. Ci sono poi i contro istituzionali che derivano dalla natura stessa dell’incontro; penso alle diverse sfumature di aspettativa in capo ad ogni singolo partecipante, alla diversa “cultura professionale” maturata o anche alle diverse esperienze pregresse. Ma credo che tutto questo sia parte integrante di questo gioco e debba essere analizzato, più che altro, nella fase di organizzazione.

Pensi che questo sia stato un episodio isolato o ritieni che vi siano possibilità di replica?

Ripeto, la mia è una risposta parziale, perché ancora non ho parlato con Pierpaolo, Angela e Andrea Colagrossi. Credo che debba essere migliorato il sistema di feed. Potremmo pensare, per esempio, ad un vero e proprio moderatore che abbia il compito di orientare la discussione evitando che si vada troppo fuori i temi della discussione. Potremmo anche pensare a degli incontri calibrati su singole e specifiche attività di comunicazione secondo l’interesse dei partecipanti. Sono tutte possibilità che andranno esplorate e che forse costituiranno una parte altrettanto utile di questi incontri. In una chiacchierata con Roberta Zarpellon, le ho detto che per la loro stessa natura, questi incontri dovevano essere calibrati su comunità professionali più piccole e circoscritte. Credo che il passaggio successivo sia quello di raccogliere e integrare gli spunti miei, di Andrea Colagrossi, di Pierpaolo Palmieri e di Angela Carfa per poi farli confluire in un insieme più sistematico. La cosa più importante, ora, è non sprecare ciò che abbiamo raccolto.

 

Programma del roadshow: Organizzazione, Comunicazione e Marketing per gli studi commercialisti

Calendar Planning
Calendar Planning

IL Gruppo di lavoro FERPI Comunicare le professioni intellettuali in collaborazione con laCommissione Organizzazione dello Studio Professionale dell’ODCEC Roma ha organizzato un roadshow a Roma dal titolo:Organizzazione, Comunicazione e Marketing per gli studi commercialisti. L’iniziativa intende proporre un’esperienza formativa in contesti informali per creare occasioni di incontro, networking e riflessione sul tema dell’organizzazione, comunicazione e marketing per gli studi commercialisti.  Il roadshow si compone di cinque incontri che organizzati negli Studi dei/delle Colleghi/Colleghe aderenti all’iniziativa.

La partecipazione al Roadshow è gratuita.

Il calendario:  venerdì 30 ottobre, lunedì 9 novembre, venerdì 20 novembre, lunedì 30 novembre. Orario: 17,00-21,00.

I MODULO: L’ORGANIZZAZIONE NELLO STUDIO PROFESSIONALE

 Obiettivi: il workshop vuole dimostrare l’efficacia di una risorsa – l’Organizzazione – nella quotidianità professionale, attraverso un percorso formativo circolare che includa al proprio interno tutte le fasi di pianificazione, attuazione e monitoraggio relative ad un corretto clima organizzativo.

II GIORNATA – Venerdì 30 ottobre – ore 17,00 – 21,00

  1. Project Management all’interno degli studi professionali. Marco Arcuri, Project Manager.

Generare una consapevolezza e una responsabilizzazione interna rappresenta il primo importante tassello di un più efficace e produttivo clima organizzativo, che si trasforma a propria volta in una efficace risorsa nei confronti del Cliente, potenziale o fidelizzato. Verranno forniti i concetti base per comprendere i benefici derivanti dall`utilizzo di concetti e strumenti di project management, finalizzati al raggiungimento degli obiettivi di progetto nel rispetto dei vincoli di budget, di scadenze temporali e di requisiti tecnici da realizzare. Le più recenti strategie adottate dalle aziende per rispondere alle sempre più pressanti richieste del mercato in termini di complessità, competitività e flessibilità, orientano la gestione del proprio lavoro verso una organizzazione per progetti.

  1. L’Organizzazione all’esterno dello Studio Professionale – Stefano Martello

Il dialogo con i pubblici esterni (sia fidelizzati che potenziali) impone una cultura organizzativa coerente, integrata (rispetto ai singoli strumenti scelti) e costante nel tempo, capace di trasmettere/consolidare all’esterno i corretti valori reputazionali dello Studio. Verranno trattati i principali strumenti organizzativi integrati dalle principali nozioni sull’accoglienza del Cliente.

II MODULO IL MARKETING A SUPPORTO DELLE ATTIVITA’ PROFESSIONALI

Lunedì 9 novembre – ore 17,00 – 21,00

Obiettivi: Riflettere sulle applicazioni del marketing strategico nell’ambito delle attività professionali. Favorire una più esatta e razionale identificazione degli strumenti – per scopi finali e per mansioni – nell’economia della vita professionale, promuovendone un utilizzo meno evocativo e generalista e più attento alle singole istanze delle parti interessate. 

  1. Marketing strategico a supporto delle attività professionali. Andrea Colagrossi, consulente in Comunicazione e Marketing e Componente Gruppo di lavoro Comunicare le professioni intellettuali di Ferpi.

In che modo il Marketing può supportare la crescita di una realtà professionale? E perché appare importante la previsione di una strategia sinergica che affianchi le tradizionali attività senza, per questo, apparire invasiva o lesiva della dignità professionale?
Rispetto a queste domande si vuole offrire una risposta realista, capace di indagare le criticità e di opporre alle stesse un modus operandi efficiente ed efficace rispetto alle nuove sfide sopraggiunte.

  1. La sbornia da social: come uscirne? – Stefano Martello

Appare evidente, in merito all’argomento, un certo entusiasmo evocativo, che impedisce una visuale neutra, ben capace di identificare le criticità per mitigarne gli effetti. L’analisi dello scenario di sfondo diviene, quindi, necessaria, per ristabilire una certa sobrietà intellettuale affrontando il tema in tutte le sue sfaccettature.

  1. Social e ambiente interno: le regole d’ingaggio – Stefano Martello

Confronto e condivisione. Sono queste le parole chiave per definire un possibile (quanto efficace) utilizzo dei social all’interno di una organizzazione professionale o di una comunità professionale. Ma anche Reputazione e Credibilità. Per stabilire un dialogo sostanzialmente improntato sulla sincerità. Per tutto questo servono regole ben definite e ben codificate da tutte le parti coinvolte.

  1. Social e ambiente esterno: le regole d’ingaggio – Stefano Martello

Ciò che vale per l’interno vale, a maggior ragione, all’esterno, nei confronti di tutti i portatori d’interesse, non ultimi i Clienti potenziali e quelli già fidelizzati. In questo caso, infatti, entrano in gioco variabili importanti e, troppo spesso, sottovalutate come il linguaggio, la capacità di sintesi (spesso fraintesa con la mera lunghezza) nonché la capacità di analisi e di affidabilità da costruire nel tempo. Si tratta di elementi intangibili ma necessari e fondamentali nella costruzione di una corretta reputazione digitale. Si tratta anche di elementi fragili che possono disperdersi nel giro di pochi giorni e per cui serve un processo di pianificazione e di attuazione attento ad ogni elemento: dall’elemento grafico alle risorse impiegate fino ad arrivare al monitoraggio.

III MODULO: LA RELAZIONE PROFESSIONISTA – CLIENTE: TECNICHE COMUNICATIVE DI CONSOLIDAMENTO E FIDELIZZAZIONE

Obiettivi: il workshop vuole illustrare i principali cambiamenti intervenuti nella relazione tra Professionista e Cliente, evidenziando – in maniera estremamente pratica ed immediatamente spendibile – le principali modalità comunicative attraverso le quali consolidare una relazione sempre più complessa e difficile da gestire.

I GIORNATA Venerdì 20 novembre ore 17,00-21,00  

  1. Lo scenario di sfondo – Stefano Martello

Uno degli elementi centrali che hanno contraddistinto il cambiamento della relazione tra Professionista e Cliente (soprattutto nelle professioni intellettuali) riguarda la concezione stessa del servizio erogato: da Valore – bene dotato di caratteristiche distintive e qualificanti          – a Commodity, semplice prestazione scelta dal Cliente solo in base al prezzo. Partire da una riflessione in merito a tali temi significa, così, individuare le aree maggiormente scoperte della relazione prefigurando soluzioni attentamente calibrate.

  1. Il primo incontro non si scorda mai… – Stefano Martello

ed, anzi, andrà ad influenzare la successiva tenuta relazionale, sia rispetto al Cliente che al Professionista. È dunque, questo, un momento da tenere in grande considerazione, rispettando alcuni parametri fondamentali che andranno successivamente ad influenzare positivamente la relazione. Sotto la lente di ingrandimento le regole d’ingaggio che contraddistingueranno la relazione; dunque, la pianificazione della relazione secondo le esigenze del Cliente e nel pieno rispetto della dignità e dei saperi del Professionista.

  1. La quotidianità nella relazione Cliente Professionista – Stefano Martello

Spesso è la quotidianità a minare le basi di una buona relazione; ed è proprio alla quotidianità che bisogna prestare grande attenzione per consolidare progressivamente il rapporto tra le parti. Particolare attenzione sarà data ai momenti del consiglio informale (un Cliente che chiede un consiglio o che deve risolvere un problema immancabilmente sempre urgente) e del pagamento della prestazione professionale.

II GIORNATA – lunedì 30 novembre ore 17,00-21,00

  1. Gli strumenti a supporto della relazione – Stefano Martello

Quali sono gli strumenti che aiutano la tenuta della relazione? Strumenti digitali, ma solo se opportunamente gestiti e utilizzati, ma anche gli stessi collaboratori di Studio, debitamente formati per diventare non più meri esecutori bensì componente proattiva dello Studio, capace di gestire in autonomia alcuni momenti della quotidianità professionale.

  1. Quando la crisi economica diventa individuale: fidelizzare il cliente rafforzando il professionista – Marta Giuliani, Psicologa.

Saper riconoscere i diversi stili relazionali dei propri interlocutori e le modalità ottimali di interazione con ognuno di essi sono strumenti fondamentali nel processo di fidelizzazione del cliente o del collaboratore. Il professionista si troverà quindi a riflettere su quelle abilità comunicative che gli permetteranno di creare legami lavorativi proficui e di gestire al meglio eventuali condizioni di disagio che possono venirsi a creare all’interno della relazione con l’altro.

  1. Esercitazione pratica

Una esercitazione pratica che vada a riassumere i temi trattati nel modulo.

 

Contatti:

Roberta Zarpellon

Referente Gruppo Comunicare le professioni intellettuali di Ferpi

Cell: 3394187543

Pierpaolo Palmieri

Presidente Commissione Organizzazione Studio Professionale ODCEC di Roma

Email: p.palmieri@espertiassociati.it

Angela Carfa

Studio Carfa – Consulenza Aziendale e Fiscale

Email: a.carfa@studiocarfa.it

 

 

Al via a Roma il roadshow Organizzazione, Comunicazione e Marketing per gli Studi commercialisti

studioParte il 19 ottobre a Roma il roadshow Organizzazione, Comunicazione e Marketing per gli Studi commercialisti, organizzato dal Gruppo Comunicare le professioni intellettuali di Ferpi in collaborazione con la Commissione Organizzazione dello Studio Professionale dell’ODCEC Roma. Cinque incontri che intendono proporre una esperienza formativa in contesti informali per creare occasioni di ascolto, incontro e riflessione sui temi sempre attuali di una organizzazione professionale più dinamica e più pronta ad accogliere le sfide sopraggiunte. Abbiamo chiesto a Stefano Martello, componente del Gruppo di lavoro e referente per il roadshow, i motivi e gli obiettivi di questo evento.

Da dove nasce l’idea di questo evento e quali sono i suoi obiettivi?

Tutto è nato da un incontro fortuito tra me e la Commercialista Angela Carfa, a margine della Social Media Week di Roma, nel giugno 2015. Quel piccolo confronto – calibrato sull’utilizzo dei social da parte dei Professionisti – si è trasformato, nelle settimane e nei mesi a seguire, in un vero e proprio processo di pianificazione che ha progressivamente coinvolto il Presidente della Commissione Organizzazione dello Studio Professionale dell’ODCEC di Roma Pierpaolo Palmieri; il collega Andrea Colagrossi e la Referente del Gruppo Roberta Zarpellon. Senza dimenticare il Project Manager Marco Arcuri e la Psicologa Marta Giuliani che si occuperanno di tematiche trasversali ma non per questo meno importanti nel discorso generale che intendiamo portare avanti. Rispetto alla genesi di questo esperimento (perché non c’è dubbio che si tratti di un approccio nuovo che deve e vuole essere testato sul campo) tutto parte dal valore della chiacchierata informale in cui ciascuno di noi si spoglia idealmente del proprio abito sociale esponendo in maniera sincera e trasparente le proprie considerazioni. Si tratta di una valutazione importante che spesso sottovalutiamo e che – credo fermamente – si inserisca anche molto bene in un dialogo – quello tra i Comunicatori ed i Professionisti – fortemente influenzato, fino ad oggi, da un certo tono muscolare dei primi nei confronti dei secondi. Tutto questo ha originato una certa diffidenza che peraltro abbiamo provato sulla nostra pelle in questi otto anni di attività e di incontri sul territorio.

In che modo il carattere informale può aiutare il superamento di questa diffidenza?

Questo roadshow è totalmente gratuito; non ci sono crediti formativi in ballo e lo stesso evento si auto alimenta grazie all’interesse delle realtà professionali che hanno già aderito e che ospiteranno gli incontri già in calendario. La stessa struttura degli incontri non sarà quella classica del Docente che si rivolge ai Discenti ma sarà più calibrata sull’ascolto reciproco, per verificare quelle che sono le reali aspettative e le criticità che ogni Professionista vive quotidianamente. Si tratta, secondo me, di un cambio importante di prospettiva in cui non ci si limita più ad esplorare il come (la comunicazione o una più corretta organizzazione possa contribuire ad una più efficace resa dell’attività professionale) ma si affronta anche il perché che troppo spesso rimane nascosto o taciuto.

Mi permetto di fare l’avvocato del dialogo. Esiste un programma, degli argomenti ben definiti. Non credi che questo confligga con quello che hai detto prima?

Assolutamente no. Con Pierpaolo Palmieri e Angela Carfa grazie anche alla loro esperienza di Professionisti – abbiamo individuato dei macro argomenti che riteniamo essere essenziali. Se mi consenti un esempio, si tratta dell’identificazione di un sentiero, non certo del modo che sceglierai per percorrerlo. Potresti voler arrivare velocemente alla vetta, perdendoti parte del panorama circostante, o potresti scegliere una andatura più lenta (e anche in questo caso, potrebbe dipendere da te o dal tuo compagno di passeggiata). Esistono molte variabili che dipendono dal tono del confronto e dalle esperienze/opinioni di ciascuno dei partecipanti, me incluso.

Puoi anticipare gli obiettivi?

Una volta scrissi in un articolo sul Networking (perdonami…il passaparola) che era assolutamente vietato l’uso di brochure o di biglietti da visita. Molti Lettori mi scrissero che – stando così le cose – non c’era scopo. Che l’intero processo era una perdita di tempo. Purtroppo vogliamo immaginare sempre un risultato immediato, ma non è sempre così. Le stesse regole del passaparola ci dicono che spesso i risultati sono visibili dopo un certo lasso di tempo e che si tratta di un investimento per amplificare e implementare le possibilità di contatto. Oggi come oggi, non so dirti che cosa otterremo con questo roadshow itinerante. Potrebbe diventare un format replicabile in altri contesti territoriali o potrebbe “solo” fornirci delle informazioni per migliorare reciprocamente la tenuta del dialogo Comunicatore/Professionista. Per ora si tratta di un investimento, scelto consapevolmente da me, Andrea,Pierpaolo e Angela; persino – anche se indirettamente – da te, visto che si è trattato di un investimento in termini di tempo. Ma tutti noi riteniamo che possa dare dei frutti importanti, per superare le criticità sopra esposte e per migliorare un dialogo che, sempre più, deve essere reciproco. Non credo di apparire irresponsabile (nei confronti della mia reputazione professionale come dei doveri che ho nei confronti del Gruppo) se affermo di non aver pensato troppo agli obiettivi. Chiaramente questo non toglie che ogni risultanza dovesse emergere da questi incontri dovrà essere attentamente monitorata e tenuta in considerazione. D’altronde, fin dal 2007 la nostra mission è stata quella di contribuire al dibattito e al confronto sui temi della comunicazione integrata nel mondo delle libere professioni. In tal senso, credo fermamente che questo roadshow non sia altro che la possibilità di un incontro con Professionisti molto consapevoli. E, per questo, molto lungimiranti.

 

 

La reputazione nello sport. Ferpi interviene al Festival delle Professioni

ok-460x337Lo sport e le nuove professioni è il tema che sarà sviluppato all’incontro di venerdì 16 ottobre dalle 11 alle 13 durante il Festival delle Professioni di Trento in Fondazione Caritro. Il confronto sarà introdotto da Paolo Bertaccini e condotto da Caterina Gozzoli di ASAG.

Numerosi i professionisti e i temi proposti per esplorare il mondo dello sport, che ha ormai raggiunto un ruolo sociale ed economico importante. Un ruolo che, da una parte impone una sempre maggiore professionalità da parte di chi vi opera a diverso titolo e, dall’altra, richiede grande attenzione ai valori dell’etica senza dimenticare il vantaggio di una comunicazione precisa e puntuale.

All’incontro parteciperanno: Paolo Bouquet, Università di Trento e Delegato del Rettore per lo sport e Sergio Anesi, Presidente Comitato Winter Universiade 2013
 I relatori saranno:

  • Stefania Demetz, AD della Saslong in Val Gardena affronterà il tema “I grandi eventi”
  • Cinzia Carovigno, avvocato, arbitro internazionale, già astista che parlerà de “I giudici di gara”
  • Paola Mora, Presidente circolo velico Ledro e vicePres Coni Trento approfondirà la tematica su “La gestione organizzativa”
  • Alfredo Calligaris, medico dello sport, già Direttore scuola calcio Coverciano parlerà di tema “Sport, movimento e cultura”
  • Josefa Idem, Senatrice, già canoista olimpica Le politiche pubbliche
Gaia Volta, avvocato, già snowboarder interverrà sul tema “Le politiche pubbliche”
  • Gaia Volta avvocato ed ex atleta di Coppa del Mondo di snowboard affronterà la tematica “La gestione degli interessi degli atleti”
  • Chiara D’Angelo, ASAG parlerà di “L’intervento psico-sociale”
  • Lyana Calvesi, allenatrice
Il ruolo degli allenatori parlerà de “Il ruolo degli allenatori”
  • Luisa Rizzitelli, Associazione Assist approfondirà la tematica “Pari opportunità”
  • La scrivente, Ada Sinigalia, consulente in comunicazione e componente Gruppo di lavoro FERPI “Comunicare le professioni” parlerà di “Sport e reputazione. A che punto siamo?”

La reputazione è il tema di cui mi occuperò durante il dibattito. Un argomento che a qualcuno può sembrare teorico e, forse, poco inerente le tematiche dello sport e delle nuove professioni. La reputazione è un concetto di cui si parla per lo più per talune categorie di persone o ambienti ma che, in realtà, dovrebbe riguardare tutti. Perché la reputazione è quello che gli altri pensano di noi. E’ la traccia che le nostre azioni e parole lasciano nelle teste degli altri, specie di coloro che vengono in modo diretto o indiretto a contatto con noi e ne influenzano l’operato (cosiddetti portatori di interessi o stakeholder). Basti, poi, pensare al potere di internet e dei social media che amplificano notizie veritiere e spesso false per far comprendere quanto è importante soffermarsi a riflettere prima di parlare e agire per salvaguardare la propria reputazione. Un buon contributo al potenziamento della reputazione può venire da una comunicazione consapevole e ragionata. Comunicazione che può essere quella dell’organizzazione sportiva così come dello sportivo stesso. Ecco, allora, che reputazione e comunicazione vanno a braccetto in un circolo virtuoso in cui la comunicazione sostiene, nel tempo, l’altra. In questo modo più aumenta la reputazione di un soggetto, come di un atleta o di una società sportiva, più aumentano il valore e la fiducia. Quindi, a conti fatti, la reputazione nel medio lungo periodo conviene a tutti.

“Comunicazione e nuove Professioni” Venerdì 16 ottobre, dalle 11.00 alle 13.00, Fondazione Caritro (Trento), nell’ambito della quarta edizione del Festival delle Professioni.

Diretta streaming sul sito http://www.festivalprofessioni.it

Comunicazione e nuove professioni: FERPI al dibattito del Festival delle Professioni

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Da tempo ci interroghiamo sul tema della comunicazione declinato nel mondo libero-professionale. Nel corso del Festival delle Professioni patrocinato da FERPI e in programma a Trento dal 13 al 17 ottobre, giovedì 15 ottobre, dalle 14.00 alle 16.00, sarà l’occasione per confrontarsi sulla “Comunicazione e nuove Professioni” al workshop in programma alla Fondazione Caritro e in diretta streaming sul sito http://www.festivalprofessioni.it

L’incontro si preannuncia particolarmente interessante per chi volesse riflettere sulle evoluzioni professionali che il termine comunicazione ha assunto nella nostra società partendo da una chiamata a raccolta dei diversi mondi che la compongono e che, tutti insieme, più o meno ordinatamente e consapevolmente, concorrono a definire quella che viene da più parti considerata una componente fondativa e costitutiva delle dinamiche sociali.
Frutto di un’attività che da tempo vede Paolo Bertaccini paziente regista di un gruppo di lavoro permanente, l’incontro è un confronto a più voci introdotto da Elisabetta Tonni, giornalista d’inchiesta, che vedrà prendere la parola giornalisti (Armando Massarenti, Il Sole 24 Ore), esperti di diritto dell’informazione (Ruben Razzante, Università Cattolica), responsabili di comunicazione aziendali (Stefania Savona, Leroy Merlin) e professionisti di aree differenti (Niccolò Biddau, fotografo; Stefania Demetz, organizzatrice di eventi; Liana Pastorin, architetto; Ludovica Manusardi, comunicatrice scientifica, Paolo Bouquet, start-upper nelle tecnologie digitali) con la presenza di Enzo Argante, Ideatore del Premio Areté sulla Comunicazione Responsabile. Per dire cosa? Il primo obiettivo, dal punto di vista accademico, è quello di fornire una serie di riflessioni su quali percorsi e quali approcci possano essere considerati, oggi, un “comun denominatore” del comunicare. In una parola, si cercherà di fare sintesi della complessità ponendosi alla ricerca di un punto di contatto condiviso sul quale costruire un percorso di crescita che ci possa portare a benefici in termini di relazioni “a valore”, con uno sguardo sempre più consapevole ai risvolti etici e sociali che la comunicazione possiede.
FERPI, su questo tema, è da sempre in prima linea. Come ha ben evidenziato il presidente della Prsa, l’associazione dei PR americani, “Like beauty, the definition of ‘public relations’ is in the eye of the beholder” , ovvero, parafrasando una espressione di David Hume: ”la bellezza delle cose esiste nella mente di chi le osserva”, è ben chiaro che la questione di una definizione che sintetizzi ed esprima bene il senso della pratica e della professione dei comunicatori è molto più che un esercizio di pensiero o accademico. Lo stesso obiettivo oggetto del confronto a Trento.

Il secondo scopo dell’incontro è riflettere su “una casetta degli attrezzi”, una ricaduta pratica dove contribuire a prospettare gli scenari e le future evoluzioni professionali nei molteplici mondi della comunicazione. Quale contributo, mi sono chiesta, può dare FERPI a questo dibattito e la sottoscritta, in qualità di coordinatrice di questo Gruppo? Credo sia importante, prima di tutto, fare chiarezza e sgomberare il campo dal rumore di fondo ovvero distinguere lo strumento, sempre adattativo rispetto al tempo e al contesto, da quello che è il vero punto di partenza ed arrivo del nostro lavoro. Quando oggi parliamo di comunicazione, come relatori pubblici, consideriamo e applichiamo modelli che, a partire dal Gorel, proposto negli anni 80’ da Toni Muzi Falconi in poi, e che già considerava cardine operativo l’importanza dell’ascolto prevalentemente tramite la ricerca sociale e l’analisi dei soggetti influenti, cerca di affrontare, con metodo e rigore, quella che è il vero elemento fondativo di ogni comunicazione, la Relazione. Senza relazione non c’è vera comunicazione ma, altri aspetti, come la pubblicità, il marketing solo per citare i più diffusi.

La nostra attività consiste proprio in questo: tessere reti di relazioni, costruire fiducia, alimentare rapporti, creare benevolenza nelle persone che possono influenzare il raggiungimento degli obiettivi dell’organizzazione per la quale lavoriamo. La Relazione è dunque il vero elemento sul quale avviare una riflessione sia perché la relazione ha caratteristiche diverse dalla comunicazione unidirezionale, sia perché, con il web, oggi parliamo sempre più di relazioni accresciute dove sono accresciute in quanto supportate dalle tecnologie digitali, senza però cadere nell’errore che tra analogico e digitale vi sia separazione: il digitale, piuttosto, è un livello che si aggiunte all’analogico e offre molte nuove opportunità.
A Trento, FERPI porta a testimonianza il suo percorso e il suo approccio nel quale superato da tempo il concetto della comunicazione persuasiva, ci si è diretti con determinazione su approcci come lo Stakeholder Engagement e lo Stakeholder Empowerment. Al di là di ogni facile formula, non esiste vera comunicazione senza la partecipazione attiva e consapevole dei propri Stakeholder. Non pensiate, però, che tutto questo sia un facile gioco intellettuale, dalle scarse o nulle ricadute sulla vita quotidiana. Tutt’altro. Pensiamo allo studio professionale, ad esempio. Ma anche a un’organizzazione, un’azienda, un’associazione. Possiamo considerare l’esagerata focalizzazione sugli strumenti, la nascita di siti fotocopia, la presenza sui social “tanto per esserci anch’io” comunicazione? O, invece, sono “sovrastrutture” che hanno fatto dimenticare che, solo affrontando in maniera complessiva e coordinata, ovvero in modo strategico, il proprio essere comunicante, lo studio professionale e il professionista riescono ad attivare “relazioni a valore aggiunto” con i propri collaboratori e con i Clienti. Parlare di coinvolgimento dei Clienti, oggi, può sembrare un azzardo. Ma essere consapevoli del proprio comunicare e delle responsabilità e ricadute sulla società e sul proprio mercato è compito dei comunicatori e, in senso allargato, di tutti noi. Le esperienza internazionali ci raccontano tanti casi di successo e una storia dove approccio etico del professionista, inclusione delle istanze del Cliente e ascolto organizzato dei propri collaboratori permette di crescere nel mercato. Ma questa è un’altra storia che, a Trento, forse avremo il tempo di raccontare ;-)
“Comunicazione e nuove Professioni” Giovedì 15 ottobre, dalle 14.00 alle 16.00, Fondazione Caritro (Trento), nell’ambito della quarta edizione del Festival delle Professioni.
Diretta streaming sul sito http://www.festivalprofessioni.it